Forte Cardeto

 

Anno di costruzione: 1799

 

Governo: francese napoleonico

 

Posizione nella piazzaforte di I classe: III linea difensiva

 

Contesto storico

 

Situato sul monte Cardeto, a 150 metri dal livello del mare, il suo nome deriva dal fitonimo, infatti i cardi sono piuttosto diffusi su tutta l'altura. Il nome Gardetto, visibile in alcune mappe, è di discendenza francese, ma oggi in disuso.

L'importanza del monte Cardeto fu sottolineata dallo stesso Napoleone nella sua visita alla città nel 1797; due anni più tardi il gen. Monnier in vista dell'attacco delle truppe austriache e dei suoi alleati, fece fortificare il monte ed affidò il comando dell'opera al valoroso gen. Pino.

Il Cardeto durante l'assedio fu difeso bravamente nonostante i reiterati attacchi portatigli dal gen. La Hoz, che sulle alture circostanti perse la vita. Successivamente, durante il Regno Italico Napoleonico, il forte fu potenziato, ma i lavori non assunsero mai un ritmo serrato, né una definizione concreta. Nel 1860, quando le truppe italiane-piemontesi del gen. Cialdini si dirigevano verso Ancona per annetterla al nascendo Regno d'Italia, il forte Cardeto divenne chiave della difesa pontificia dalla parte di terra; logico quindi che l'amm. piemontese Persano desse manforte alle truppe di terra col battere dal mare quella importante posizione. Nella nuova organizzazione della Piazzaforte di I classe, il forte Cardeto viene collegato alla lunetta Santo Stefano da una nuova cinta muraria, che scendeva dal forte verso piazza Cavour (dove si apriva porta Cavour) per poi risalire verso le alture del Pincio.

 

 

Descrizione

 

Praticamente conserva l'andamento della fortificazione napoleonica, ad eccezione del dente (o rivellino) in terra proprio di fronte al forte, oggi abbandonato e non più visibile. Il tracciato è rappresentato da un fronte bastionato nel quale i due bastioni non sono completi: di entrambi esistono solo i fianchi interni ed una faccia. Il bastione di destra ha però dopo il saliente una cinta irregolare in muratura, che scende rapidamente in direzione caserma Villarey. Le facce sono lunghe rispettivamente m. 55 e m. 75; i due fianchi sono lunghi m. 35 ciascuno. La cortina ha uno sviluppo di m. 125.

La scarpa è parte in terra, parte rivestita di muratura. Innanzi alla cortina centrale vi era una specie di tenaglia, alle spalle del rivellino abbandonato. La controscarpa è solamente in parte rivestita di muratura; una galleria di controscarpa con 14 casamatte era costruita sul fianco destro a difesa del fossato e del rovescio del muro, adattato alla Carnot, che protegge il lato ovest del forte. Nel fronte di gola vi sono due magazzini della superficie di mq. 490 circa ed un corpo di guardia; vi è pure un piccolo ripostiglio alla prova. Non esistono ricoveri.

 

Come arrivare

 

Il forte Cardeto è quasi interamente parte dell'attuale Parco comunale del Cardeto. Per arrivare alla zona interessata, conviene dirigersi presso l'ex caserma Villarey (oggi sede della Facoltà di Economia dell'Università Politecnica delle Marche). Sulla destra, un cancello, dà su una rampa zigzagante in salita. Alla fine della rampa, prendere a sinistra e percorre un lungo corridoio che fiancheggia la caserma. Alla fine di questo sentiero, un cartello in legno indicherà per forte Cardeto sulla destra. Oltrepassare un campo da gioco per bambini fino a scorgere delle mura. Dietro di esse parte un sentiero in ripida salita che conduce al forte e attraversa prima una breccia nei resti della cinta muraria ottocentesca. Vi ritroverete quindi nel fossato del bastione di destra.

Coordinate GPS (del forte): 43.620462, 13.521401

Indirizzo per navigatore: Piazzale Martelli, Ancona

Bus: 11

 

Che cosa è possibile vedere

 

Quasi tutto l'impianto di questo strano forte aperto è visibile. Il rivellino di fronte alla tenaglia è però scomparso. Il bastione sinistro, a strampionbo sulle rupi del Cardeto, è parzialmente ancora in uso alla Marina Militare. Nel rovescio del forte sono visibili anche i magazzini.

 

 

Armamento

 

- 6 cannoni da 16 GR in barbetta su paiuolo d'assedio per battere monte Pelago, monte Pulito e forte Altavilla

- 2 cannoni da 7 BR Ret. in cannoniera per fiancheggiamento e difesa della cortina.

 

I pezzi non erano posizionati normalmente in batteria; i primi si trovavano nei magazzini del forte, i secondi presso il 259° Reggimento Artiglieria da Fortezza.

 

Munizioni

 

Per i cannoni da 16 GR, 372 granate, 18 shrapnels, 10 colpi a mítraglia per pezzo

Per i 7 BR Ret., 200 granate, 190 shrapnels e 10 colpi a mitraglia per pezzo

 

Questo forte non ha polveriera propria, però sul rovescio vi è la polveriera “Castelfidardo” situata poco distante, della capacità di circa 200.000 chilogrammi di polvere. 

La scarpa del bastione destro (a destra) e la relativa controscarpa casamattata (a sinistra)

Il punto in cui il bastione destro in muratura piega verso la cortina centrale in terra.

Il fossato davanti alla cortina centrale in terra.

Il bastione destro piega verso valle.

Ripostiglio alla prova.