Forte lucarino

Progettista: Giuseppe Morando

 

Anno certo di ultimazione: 1868

 

Governo: Regno d’Italia

 

Posizionamento nella piazzaforte di prima classe: I linea difensiva

 

 

Ad un centinaio di metri dal forte Pezzotti sorgeva il forte o lunetta Lucarino, di schema ancor più semplice del precedente, formato da un terrapieno circondato da fossato e collegato al Pezzotti da una strada coperta. Non esistevano ricoveri, magazzini, riservette, locali di servizio e neppure polveriere. La costruzione appare affrettata a discapito dell'efficienza, tanto che in corso d'opera venne rettificato il tracciato delle mura per una migliore disposizione delle artiglierie. Di esso nulla rimane, se non alcuni avvallamenti dovuti alla presenza del fossato, difficilmente rilevabili. L'artiglieria e le relative munizioni erano conservate nel vicino forte Altavilla.

 

 

Come arrivare

 

Il forte si trovava alle spalle dell’attuale incrocio tra Strada del Castellano e Via di Montacuto, guardando verso il monte Conero.

Coordinate GPS: 43.587309, 13.552022

Bus 93.

 

 

Cosa è possibile visitare nulla, se non vaghi avvallamenti della scarpa del lato est.

 

 

Armamento

 

6 obici da 21 GCR Ret in barbetta per battere:

1) - 2) il terreno adiacente alla Strada Provinciale del Conero fino Poggio

3) - 6) le alture di Varano fra casa Moschini e casa Ferretti, ma anche le valli della Baraccola e le alture di Varano verso monte Umbriano

 

Munizioni: 320 granate e 80 shrapnels per ognuno degli obici.

 

NOTA: gli obici e le munizioni erano conservate presso forte Altavilla e spostate solo in caso di necessità.

Planimetria del forte Lucarino (G. Luchetti)

Ricostruzione di forte Lucarino (G. Luchetti)

Avvallamenti sul lato est del forte visti dalla strada di monte Conero, altezza Sardella.

Nota sui forti della I linea

 

Purtroppo, dei forti compresi nella prima linea di terra ben poco si conserva, essendo queste opere realizzate quasi interamente in terra, con rari tratti in muratura. Il loro scopo era quello di fornire una prima resistenza all’assalto nemico da terra, tenendolo a distanza idonea dalla retrostante piazzaforte. All’epoca della progettazione della piazzaforte, ovvero nel periodo immediatamente successivo alla proclamazione del Regno d’Italia, si ritenne che 2.500 metri di distanza dalla seconda linea difensiva fossero sufficienti per garantire protezione dalla gittata dei pezzi di artiglieria. In realtà, la rapida evoluzione della tecnica militare nel XIX secolo rese questa scelta obsoleta già al momento di ultimazione di queste fortificazioni.