Batteria Savio

(o forte Savio,

o forte Millo)

 

Introduzione

All'altezza e quasi a chiusura verso il mare della I linea di fortificazioni terrestri, si trova la batteria Savio, ultima opera del fronte di mare, che è situata nell'attuale via Grotte, che da Posatora conduce a Torrette.

L'opera prende il nome del cap. art. Alfredo Savio, medaglia d'argento Valore Militare, caduto nell'attacco al monte Pulito nel 1860.

Una lapide, all'ingresso del piccolo forte, ricorda il valoroso ed, insieme a lui, il fratello cap. art. Emilio, caduto poco dopo all'assedio di Gaeta e decorato di medaglia d'oro Valore Militare.

 

Descrizione

La batteria ha un fronte rettilineo e due fianchi normali. È esposta ai tiri d'infilata e di rovescio da monte Barcaglione. Il defilamento per i due pezzi d'artiglieria di sinistra è ottenuto in parte dal fianco sinistro. Sul terrapieno vi sono due traverse. Sotto al fianco

sinistro vi sono due locali per il confezionamento dei proietti ed il magazzino a polvere. Sotto il terrapieno esistono sei riservette per

proietti e cartocci. Tutti questi depositi sono alla prova.

La batteria ha due casotti telemetrici. I telemetri si rettificano con i tre capisaldi dello scoglio della Volpe, delle Torrette e della

foce dell'Esino. Vi è anche un magazzino per il materiale d'artiglieria, un corpo di guardia ed un locale cucina. Data la grande dotazione ed il grande sviluppo della batteria, questa è anche conosciuta come forte Savio (o forte Millo)

La postazione dei pezzi d'artiglieria è in barbetta.

 

Armamento

Sei cannoni da 24 GRC Ret corti di cui 5 in batteria su paiuolo da costa in muratura, per battere l'imboccatura del porto ed il mare al largo con un settore di tiro di 110°.

 

Munizioni

125 palle e 125 granate per pezzo

 

Cosa è possibile vedere

La batteria è essenzialmente in buone condizioni, ma l'area è data in concessione alla Telecom ed è recintata. E' possibile comunque affacciarsi dal cancello di ingresso ed avere una buona visuale dell'estensione della batteria. Pochi metri più a valle sulla stessa via Grotte è possibile godere dell'ottimo panorama sulla città che rende l'idea dell'area di azione della batteria.

 

Come arrivare

Indirizzo per navigatore: via Grotte (o Strada della Grotta), 68

Coordinate GPS: 43.603487, 13.470570

Batterie del Regno d'Italia

 

Le difese disposte dal Governo Italiano si articolava no su due fronti: quello marittimo e quello terrestre.

Il fronte di mare ha lo scopo di proteggere la zona del porto e

di impedire eventuali sbarchi sulla costa a monte della città. Si

suddivide in due settori distinti, cioè quello a nord-est corrispondente alla costa inaccessibile verso il Conero e quello a nord-ovest che segue le banchine portuali e si estende ad un tratto di spiaggia verso Falconara. Il compito della difesa è assunto da batterie, in genere in barbetta, nel primo settore così distribuite:

- Batteria S. Giuseppe Superiore a ridosso del Cardeto;

- Batteria S. Giuseppe Inferiore;

- Batteria S. Teresa Alta sulla spianata dei Cappuccini;

- Batteria S. Teresa Bassa;

- Batteria Semaforo (ex Telegrafo);

- Batteria S. Luigi;

- Batteria S. Augusto;

- Forte Marano.

L'obiettivo di queste artiglierie consiste nel battere le acque a

nord e di rovescio alla città che da quella parte potrebbe essere

bombardata per l'insellatura giacente fra i monti Cardeto e Guasco.

 

Il secondo settore difende la zona portuale e le acque al largo

dell'ampia insenatura alla cui estremità trovasi la Piazzaforte,

mediante le seguenti opere:

- Batteria Molo (ex Lanterna);

- Batteria S. Agostino;

- Batteria Dorica Superiore;

- Batteria Dorica Inferiore;

- Batteria Porta Pia Superiore;

- Batteria S. Lucia;

- Batteria Alfredo Savio.

Era prevista anche una Batteria sul piazzale adiacente alla Porta

di Capodimonte, in caso di emergenza.