Porta Pia

 

 

Nel risveglio dell'attività edilizia che continuò per tutto il secolo XVIII, non solo si restaurarono vecchie porte urbiche, ma si procedette a nuove importanti realizzazioni. Una di queste fu la costruzione della strada che da Sant'Agostino conduceva fino al Piano San Lazzaro. L'antica strada dell'Angara, detta anche Cameranese, che saliva sul colle Astagno, a causa dei ripetuti franamenti della rupe fin dagli inizi del secolo XVII era divenuta impraticabile e da lungo tempo si invocavano provvedimenti per il suo ripristino, in modo da non essere costretti ad entrare in città per la faticosa via di Capodimonte. Il problema fu avviato a pronta e sicura soluzione durante la visita di papa Pio VI, avvenuta nel 1782. Dietro le sollecitazioni delle Autorità e degli esponenti dei vari Ordini cittadini, il Pontefice in quella circostanza promise di esaudire i voti per la costruzione della nuova strada. Immediatamente, l'architetto Ciaraffoni ne tracciava la pianta, quella che oggi è via XXIX Settembre, che prevedeva la costruzione di due ponti, l'uno presso il baluardo di Santa Lucia e l'altro al fosso del Conocchio. Pio VI approvò e finanziò l'opera, portando in tal modo la cinta muraria fino al baluardo Santa Lucia, ricongiungendosi alla fortezza di Capodimonte: la Cittadella. In onore del pontefice, tra il 1787 e il 1789 si costruì la nuova monumentale porta Pia, che divenne presto il più importante accesso alla città, spodestando di fatto l'antica porta Capodimonte. A progettare tale importante fornice, fu invitato l'insigne architetto Filippo Marchionni. Questi ideò personalmente la forma che avrebbe preso il magnifico arco da erigersi proprio alla base del colle di Capodimonte, come monumentale ingresso alla città dalla parte del mare. La porta divenne parte delle mura che, scendendo dalla superiore porta Capodimonte, terminavano con un baluardo sulla riva del mare stesso, il già citato il bastione Santa Lucia.

La nuova porta fu terninata nel 1789 e, in riconoscenza del magnifico Pontefice, fu chiamata “Porta Pia". La parte estema della porta è quella più interessante ed è ornata con pietra d'Istria. La facciata della porta è fiancheggiata da due lesene che sorreggono l'attico che recava una lapide dedicatoria con sopra lo stemma papale. Durante l'occupazione francese di fine '700, furono scalpellati (ovvero "grattati via", cancellati) lo stemma pontificio e l'iscrizione dedicatoria e la porta fu chiamata porta di Francia. La parte che guarda verso la città, invece, è composta da bugnato di tufo in blocchi ed anche da questo lato faceva bella vista di sé un'altra lapide di marmo. Questo lato di Porta Pia si conclude con un semplice timpano a triangolo. Oltre a queste due lapidi, sulle pareti del fornice ve ne erano altre due che ricordano l'esecuzione dei lavori l'una, ed i “deputati” ai lavori l'altra, ovvero: F. Bosdari, N. Marganetti, G. Pichi Righetti, L. A. Ferretti, A. Nembrini Gonzaga, A. Camerata de'Mazzoleni, M. S. Rinaldi, L. Ferretti; tutti uomini in vista e nobili della città.

Per molti anni i locali della Porta Pia sono stati occupati dagli uffici del Comando della I Compagnia della Guardia di Finanza.

L'imponente facciata esterna di Porta Pia, ora opera isolata e non più inglobata nelle mura.

La più sobria facciata interna in tufo.

Immagini di diverse epoche (si vede prima il tram a cavalli e poi quello elettrico) che mostrano comunque Porta Pia inglobata nelle mura che scendevano dalla sovrastante Porta Capodimonte - Cittadella. Il tratto di mura a sinistra della porta è stato demolito prima.