Forte Altavilla

 

 

Progettisti: Giuseppe Morando, Biagio Debenedictis 

 

Anni di costruzione: 1863 - 1866

 

Governo: Regno d'Italia

 

Posizione nella piazzaforte di prima classe: II linea difensiva

 

 

Contesto storico

 

L’Altavilla è forse il più celebre dei forti post-unitari, sia perché è l’unico ad aver avuto una sistemazione adeguata, sia in quanto è il solo ad essere adibito alla pubblica funzione. Come il vicino forte Umberto, fa parte della seconda linea di difesa della piazzaforte ottocentesca. Sorge su di un’altura nei pressi dell’abitato di Pietralacroce e, come riferisce il progettista Giuseppe Morando, “questo forte venne cominciato nell’anno 1863 ed ultimato nei primi del 1866. La spesa incontrata per la sua costruzione fu di lire 791.000 circa. Il nome del forte non fu fin ora ben stabilito per cui seguitasi a chiamarlo con il nome della Villa che prima esisteva sulla posizione stessa”. Il progetto ebbe tuttavia un iter complesso a causa del continuo aumentare dei costi di costruzione dovuti alla conformazione ed alla natura del terreno su cui doveva sorgere. La sua costruzione è ordinata appena due mesi dopo l'arrivo delle truppe piemontesi, con Dispaccio del Ministero della Guerra del 12 dicembre 1860. Il Comitato del Genio Militare con sede nella capitale Torino tuttavia esaminò e modificò il progetto più volte, approvandolo definitivamente nella seduta del 22 settembre 1862, presenti i due progettisti Col. Morando e Cap. De Benedictis, con alcun indicazioni a cui attenersi per migliorarne la capacità difensiva.

 

 

Descrizione

 

A vaga forma di lunetta, si distingue per la sua spiccata simmetria, con il fronte d’attacco che si sviluppa per 100 metri, i fianchi per 35 e il fronte di gola per 116 metri. In esso si trovano molti degli elementi tipici del forte ottocentesco. Il terrapieno pentagonale è circondato da un fossato battuto da una caponiera –affiancata da quattro casematte per la difesa del diamante-, da una serie di sei casematte sulla controscarpa e da un muro alla Carnot sul fronte di gola. All’interno dell’opera, rispettivamente accanto all’ingresso ed in posizione speculare, vi sono due gruppi di locali casamattati con accesso dal piazzale interno. Nell'edificio di sinistra, si trovava il corpo di guardia, un vano per il comando dell'argano del ponte levatoio, l'Ufficio Comando, l'alloggio ufficiali, un alloggio truppa e l'uscita. Da questo edificio, un ampio corridoio ed una scalinata conducono alla caponeria e alle adiacenti gallerie di scarpa. Dalla parte opposta del piazzale, l'altro edificio comprendeva i locali per l'alloggio truppa, la cucina con la botola per il passaggio sotterraneo per accedere al muro alla Carnot e i servizi igienici. Da questo edificio, un ampio corridoio ed una scalinata conducono ai locali di controscarpa. Il forte Altavilla è in perfetto stato di conservazione in tutti i suoi elementi, se si eccettua una minima porzione del muro alla Carnot asportata per consentire il passaggio dal piazzale all’interno del fossato. Adibito a parco comunale, i suoi locali sono inoltre spesso utilizzati per ospitare manifestazioni di vario tipo ed eventualmente resi fruibili nell’ambito di visite guidate.

 

Planimetrie del forte Altavilla.

Museo dell'Arma del Genio, Roma

Ponte già levatoio e ingresso al forte

Caponiera vista dal fossato

Come arrivare

 

Dal centro di Ancona seguire le indicazioni per Portonovo / Riviera del Conero. All’altezza dell’abitato di Pietralacroce, sono presenti le indicazioni marroni per il forte.

Indirizzo per navigatore: via di Pietralacroce 86, Ancona. Cooordinate GPS: 43.601816, 13.541192 Una volta giunti al punto citato, si percorre un vialetto chiuso da una sbarra.

Linee bus dal centro di Ancona: 91, 92, 93 e 94 (solo estiva).

Cosa è possibile visitare 

 

Gran parte di forte Altavilla è oggi adibito a parco pubblico ed è ampiamente visitabile. La piazza d’armi ed il fronte d’attacco sono oggi attrezzati con giochi per bambini, tavoli e panchine. Il fossato è passeggiabile nella sua interezza, come anche il camminamento dietro il muro alla Carnot. I locali interni sono sporadicamente aperti in occasione di mostre ed eventi. Gli ambienti ipogei, ovvero le due gallerie che conducono una alla caponiera e l’altra agli ambienti di controscarpa non sono visitabili. La caponiera e gli ambienti di controscarpa non sono visitabili, ma comunque visibili dal fossato.

 

Armamento

 

- 9 cannoni da 16 GR in barbetta con paiuolo d'assedio (eccetto il numero 4 che ha paiuolo da difesa) per battere:

1) - 3) Monte d'Ago, Tavernelle, Monte Acuto e la ferrovia verso sud ai piedi di Monte Acuto

4) il terreno tra Monte d'Ago e Monte Baldino

5) - 7) dalla ferrovia verso monte Baldino

8) - 9) da forte Lucarino a forte Pezzotti

- era previsto il potenziamento dell'artiglieria con 6 obici da 24 GRC Ret.

 

Munizioni: 372 granate, 18 shrapnels e 10 colpi a mitraglia per pezzo