Batterie S. Giuseppe Superiore e Inferiore

 

Descrizione

La Batteria S. Giuseppe Superiore segnava l'inizio del primo settore del fronte di mare.

Era in terra con rivestimento interno del parapetto in muratura, situata alquanto indietro e più in basso del mezzo bastione destro del forte Cardeto sul ciglio della cortina che in quella località discende al mare quasi a picco. Era costituita dal solo parapetto e terrapieno, il quale era molto ristretto. Nel parapetto vi erano due nicchie per 10 granate ciascuna ed una nicchia per 50 cartocci di vario peso. La batteria si riforniva di munizioni dalla riservetta di S. Giuseppe Inferiore. La quota della linea di fuoco sul livello del mare è di m. 80,39. Essendo sprovvista di telemetro, i dati di tiro le erano forniti dalla Batteria S. Giuseppe Inferiore o dal telemetro di cui era previsto 1'impianto sul Monte Cardeto. Non vi erano traverse. Oggi non rimane nulla.

 

La Batteria S. Giuseppe Inferiore era anch 'essa in terra con rivestimento interno del parapetto in muratura, era situata sul ciglio della costa, 200 m. a sinistra della batteria precedente. Era costituita dal solo parapetto e terrapieno e munita di una riservetta capace di contenere 200 granate-mina e 600 cartocci. Tale riservetta doveva servire anche per rifornire le munizioni all'altra batteria. La quota della linea di fuoco sul livello del mare era di m 65,99. La batteria era dotata di telemetro; i capisaldi per la rettifica dello strumento sono costituiti rispettivamente dal cannone che trovasi sullo scoglio della Volpe e da quello sullo sperone del Forte Cardeto. Neppure questa batteria aveva traverse. Le piazzole della batteria sono oggi perfettamente visibili, ma il rivestimento in cemento è posticcio. E' stata anche apposta una moderna scultura chiamata "La porta dei Mu".

 

 

Armamento

Le due batterie erano armate con sei obici da 24 GRC Ret in barbetta con affusti da difesa, sott'affusti del n. 12 su paiuoli da costa in muratura, complessivamente: la superiore con 2 pezzi, la inferiore con 4 pezzi, con una dotazione di 200 granate per pezzo. ll compito è per tutti di battere il mare al largo.

 

 

Come arrivare

Interessate in tempi recenti da franamenti, è oggi molto difficile riconoscerne le tracce. L'area interessata si trova all'interno del Parco del Cardeto, nei pressi del grande sentiero che dalla polveriera Castelfidardo conduce al forte Cardeto.

Batterie del Regno d'Italia

Le difese disposte dal Governo Italiano si articolava no su due fronti: quello marittimo e quello terrestre.

Il fronte di mare ha lo scopo di proteggere la zona del porto e

di impedire eventuali sbarchi sulla costa a monte della città. Si

suddivide in due settori distinti, cioè quello a nord-est corrispondente alla costa inaccessibile verso il Conero e quello a nord-ovest che segue le banchine portuali e si estende ad un tratto di spiaggia verso Falconara. Il compito della difesa è assunto da batterie, in genere in barbetta, nel primo settore così distribuite:

- Batteria S. Giuseppe Superiore a ridosso del Cardeto;

- Batteria S. Giuseppe Inferiore;

- Batteria S. Teresa Alta sulla spianata dei Cappuccini;

- Batteria S. Teresa Bassa;

- Batteria Semaforo (ex Telegrafo);

- Batteria S. Luigi;

- Batteria S. Augusto;

- Forte Marano.

L'obiettivo di queste artiglierie consiste nel battere le acque a

nord e di rovescio alla città che da quella parte potrebbe essere

bombardata per l'insellatura giacente fra i monti Cardeto e Guasco.

 

Il secondo settore difende la zona portuale e le acque al largo

dell'ampia insenatura alla cui estremità trovasi la Piazzaforte,

mediante le seguenti opere:

- Batteria Molo (ex Lanterna);

- Batteria S. Agostino;

- Batteria Dorica Superiore;

- Batteria Dorica Inferiore;

- Batteria Porta Pia Superiore;

- Batteria S. Lucia;

- Batteria Alfredo Savio.

Era prevista anche una Batteria sul piazzale adiacente alla Porta

di Capodimonte, in caso di emergenza.