Forte Scrima

 

Progettista: Giuseppe Morando

 

Anno di costruzione: 1861 - 30 settembre 1863

 

Governo: Regno d'Italia

 

Posizionamento: II linea difensiva

 

 

 

Contesto storico

 

Ultimo forte ad ovest della II linea, nelle alture subito sopra la stazione ferroviaria. Prende il nome dalla Scrima, antica via d’accesso da nord alla città, così chiamata perché traccia una via retta tra i versanti dell’altura, quasi a ricordare una “scrematura dei capelli”. L’abate Antonio Leoni, nel suo libro Ancona Illustrata del 1832, ci informa che la prima opera difensiva della zona fu una cannoniera a metà della scarpata del colle, sopra l’area dell’ex fornace Verrocchio, di cui ora rimane solo un tratto di muro risalente al 1818. Nel 1849 il Generale Wimpffen, comandante delle forze austriache, faceva installare sulla cima del colle bocche da fuoco e successivamente il nuovo governo pontificio –l’ultimo prima dell’annessione di Ancona al nascendo Regno d’Italia- fortificava la zona, realizzandovi una lunetta in terra, presidiata nel 1860 dagli Svizzeri (alleati al Pontefice). Nello stesso anno, la lunetta venne però travolta dal poderoso VI Corpo d’Armata del Regio Esercito piemontese, comandato dal Generale Enrico Cialdini. Il regno piemontese si stava espandendo; in altre parole, si stava facendo l’Italia. La trasformazione della fortificazione pontificia in più complessa opera permanente è disposta con il Dispaccio n. 7212 del 2 Novembre 1861 e terminata il 30 settembre 1863. La vita del forte in quanto opera difensiva durò poco, poiché già nel 1899 Ancona è radiata dal novero delle piazzeforti di prima classe. Il forte venne quindi venduto nel 1906 alla famiglia Brugiapaglia, che con gli eredi ne è ancora proprietaria. Durante la seconda guerra mondiale il forte venne temporaneamente riutilizzato con l’insediamento di un plotone dell’esercito che si preoccupò di ricostruire la galleria coperta che andava verso le casematte e di realizzare un piccolo edificio adibendolo a mensa per la truppa.

 

 

 

Descrizione

 

Le dimensioni del nuovo forte sono imponenti, con uno sviluppo del fronte d’attacco (rivolto verso Posatora e colle Montagnolo) di 165 metri. E’, per estensione, il forte più grande di Ancona. La forma è composta da due coppie di bastioni uniti da un tratto di mura (cortina) ripiegata a dente e con un saliente al centro. Il fronte di gola era difeso tramite fronte armato, fossato e ponte levatoio; l’ingresso del forte dopo il ponte avveniva attraverso l’androne dell’edificio a un piano, con sulla destra il corpo di guardia e a sinistra l’ufficio del telegrafo. Dal piazzale si accede ai bastioni per mezzo di passaggi coperti ricavati nelle traverse; ai fianchi del passaggio di destra (tutt’ora transitabile, anche se di proprietà privata) sono ricavati il magazzino delle polveri e il laboratorio di caricamento proiettili. Il fossato compiva l’interno percorso delle mura, con la profondità pressoché costante di 7,5 metri. Il fossato è correlato, per quasi tutta la sua estensione, da gallerie e camere di scarpa. Di fronte agli estremi dei bastioni sono presenti anche vani di controscarpa per una superficie totale di 1000mq, a cui vi si accedeva tramite passaggi coperti che partivano dalla terza faccia del bastione di sinistra e dalla seconda di quello di destra. Nel bastione di destra furono costruite 13 casematte dette “alla Haxo”, più due riservette adibite a magazzini di materiale d’artiglieria, che oggi sono diventate i locali del ristorante “Il Forte”. La loro estensione complessiva è di 260 mq. Dall’ufficio del telegrafo si raggiungevano le gallerie di scarpa, utilizzate dal Genio come magazzino. Tali gallerie erano accessibili anche attraverso quattro ingressi a rampa situati alle estremità dei fianchi dei bastioni, più un altro accesso situato vicino all’ingresso, sulla destra.

 

 

Come arrivare

 

L’ingresso del forte si trova alla fine di via Civitanova, quando essa diventa via Lamaticci. Per raggiungerlo, si consiglia di recarsi in Piazzale Camerino e seguire le indicazione per il ristorante “Il Forte” (o anche chiamato “Il Forte dei Pirati”, secondo la vecchia denominazione del ristorante).

Indirizzo per navigatore: via Lamaticci 62, Ancona

Coordinate GPS: 43.604295, 13.497322

Bus 31.

 

 

Situazione attuale

 

Il forte Scrima è purtroppo oggi quasi irriconoscibile, fortemente manomesso, deviato dalla sua funzione originaria e in avanzato stato di degrado. Nel dopoguerra le camere e le gallerie di scarpa furono utilizzare come ricoveri da senzatetto e privati locatari; nel tempo il fossato è stato interrato da interventi umani e dagli agenti atmosferici e nella parte dietro il ristorante è addirittura scomparso. Le gallerie sono invase dal fango a causa del fatto che l’interramento è pressoché ovunque arrivato all’altezza delle feritoie e che il fossato è stato trasformato in orto. Nelle camere di controscarpa, di proprietà della Parrocchia del Cristo Divino Lavoratore (Piazzale Camerino) si osserva che il passaggio che metteva in comunicazione con l’interno del forte è completamente allagato da decine di anni, tanto che il palazzo a fianco trae da lì l’acqua per irrigare il giardino. Nelle camere di controscarpa adiacenti, anch’esse ora invase dal fango, fino a pochi anni fa era presente una piccola osteria detta “Il Bugo”. I locali di scarpa immediatamente a sinistra dell’ingresso sono stati, nel corso del tempo, soggetti a numerosi interventi e diverse destinazioni d’uso, in primis la realizzazione di vani per ospitare botti di grandi dimensioni. Addirittura il tratto di fossato antistante è stato voltato con una copertura a tetto, e chiuso agli estremi, per ricavare un altro locale di notevoli dimensioni adibito a bocciofila (la Bocciofila Dorica), poi a locale da ballo, infine a night club (da alcune testimonianze non accertate chiamato "San Quintin": nelle foto si noti come gli incavi per le botti siano stati riadattati a piccoli “privè”). Gli ambienti tuttora meglio conservati sono quelli che ospitano il ristorante, essendo stati restaurati, pur se con molta fantasia. Anche le casematte che danno su via Civitanova sono abitabili. La vegetazione incolta soffoca pesamente ogni lato del forte tanto che da tutti i servizi di immagini satellitari oggi disponibili in rete si fa fatica a riconoscere il perimetro del forte.

 

 

Cosa vedere

 

Sicuramente i locali meglio conservati sono quelli occupati dal ristorante “Il Forte”, i cui gestori sono la famiglia proprietaria dell’intero forte. Di loro proprietà anche il bar serale “The Queen”, letteralmente dentro il magazzino polveri che sorge sul fianco sinistro del passaggio a destra dell’entrata. Sul fianco destro del medesimo passaggio, si apre il laboratorio di caricamento proiettili, normalmente chiuso, ma la proprietà vi organizza sporadicamente feste serali. La galleria di scarpa è anch’essa proprietà privata e non è normalmente accessibile, se non tramite eventi speciali come quelli organizzati dal gruppo “I Sedici Forti di Ancona” o dal ristorante “Il Forte” in occasione di Halloween. Per vedere il fossato, si può percorrere via Civitanova (che parte da Piazzale Camerino) ed affacciarsi sopra una rete coperta di rampicanti. Una bella visuale delle mura si ottiene entrando nell’oratorio della Parrocchia del Cristo Divino Lavoratore: si incontra prima un vano di controscarpa dietro ad una entrata posticcia, poi ci si affaccia sul fossato –utilizzato come orto- per poi ammirare le poderose mura de bastione superiore sinistro. Si consiglia di proseguire verso il campetto da calcio per altri scorci. Altrimenti, dai parcheggi del condominio di via Scrima 126 (attenzione, è proprietà privata!) si possono ammirare altre angolazioni del bastione superiore destro. Continuando verso sinistra, una scaletta porta ad un piazzale che circonda l’esterno del medesimo bastione, dove in alcuni tratti si può notare come il fossato sia stato totalmente riempito fin quasi a scomparire. Ci troviamo qui proprio dietro il ristorante.​​​​​​​​​

 

 

 

 

Armamento

 

Nel 1889 il Forte Scrima contava il seguente armamento

 

14 cannoni da 16 G.R.

1) in barbetta, paiuolo da difesa, per battere la strada di Senigallia

2) in casamatta, paiuolo d’assedio orizzontale leggero, per battere Posatora e forte Montagnolo Chiesa

3) in casamatta, paiuolo d’assedio orizzontale leggero, per battere forti Montagnolo Chiesa e Montagnolo Torre

4) in casamatta, paiuolo d’assedio orizzontale leggero, per battere la strada dal forte Montagnolo Chiesa al Pinocchio

5) in casamatta, paiuolo d’assedio orizzontale leggero, per battere dal passo del Pinocchio a Torre d’Ago

6) in casamatta, paiuolo d’assedio orizzontale leggero, per battere verso Torre d’Ago

7) e 8) in barbetta, paiuoli da difesa, per battere da Posatora verso il Pinocchio

9) e 10) in barbetta, paiuoli da difesa, per battere dalle adiacenze del Pinocchio a Torre d’Ago

11) e 12) in cannoniera, paiuoli d’assedio orizzontali leggeri, per battere verso i forti Montagnolo Chiesa e Montagnolo Torre

13) in cannoniera, paiuolo d’assedio orizzontale leggero, per battere verso il Pinocchio

14) in cannoniera, paiuolo d’assedio orizzontale leggero, per battere verso Monte Pelago e Monte Baldino

 

6 cannoni da 9 B.R. ret.

1) e 2) in cannoniera, paiuoli d’assedio, per battere dal Pinocchio verso Torre d’Ago

3) in cannoniera, paiuolo d’assedio, per battere verso Monte Baldino e Tavernelle

4) in cannoniera, paiuolo d’assedio, per battere verso Monte Pelago e Monte Baldino

5) e 6) paiuoli d’assedio, di riserva

 

Munizioni dei cannoni da 16: 372 granate; 90 shrapnels; 10 colpi a mitraglia per pezzo.

Munizioni dei cannoni da 9: 200 granate; 190 shrapnels; 10 colpi a mitraglia per pezzo.

Passaggio coperto verso il bastione superiore destro

Orti nel fossato del bastione superiore sinistro

Il fossato in alcune parti è stato interrato così tanto...

...che quasi non si vede più (sì, questo era il fossato!)

I locali per le botti adibiti a "privé" nell'ex night club