Antonio da Sangallo il giovane

 

 

Famosissimo architetto militare del '500, progettista ad Ancona della Cittadella e del Bastione San Paolo.

 

 

 

 

Antonio da Sangallo il Giovane, vero nome Antonio Cordini (Firenze, 12 aprile 1484 – Terni, 3 agosto 1546), è stato un architetto italiano, attivo durante il Rinascimento e il Manierismo.

Il nonno Francesco Giamberti lavorava il legno e gli zii Giuliano da Sangallo ed Antonio da Sangallo il Vecchio erano celebri architetti del tempo. Suoi cugini furono lo scultore Francesco da Sangallo e lo scenografo Bastiano da Sangallo.

Nel 1503, molto giovane, si recò a Roma con lo zio Giuliano e dopo un breve periodo di apprendistato divenne aiuto di Bramante, architetto del cantiere di san Pietro, del cui stile fu in seguito uno stretto seguace. Il suo primo lavoro autonomo fu quello per il palazzo Baldassini.

Visse e lavorò a Roma durante la maggior parte della vita e lavorò quasi esclusivamente al servizio di diversi papi. Infatti alla morte del Bramante, succedendo allo zio Giuliano, dal 1516 fu coadiutore di Raffaello al cantiere della Basilica di San Pietro e nel 1520, alla morte di questi, fu nominato primo architetto della fabbrica, con coadiutore Baldassarre Peruzzi: fu l'inizio di un lungo predominio culturale a Roma. Fu nominato da papa Paolo III architetto di tutte le fabbriche pontificie nel 1536. Quindi alla fine degli anni trenta, morti Bramante, Raffaello e Peruzzi, allontanati da Roma molti artisti come Serlio, Sansovino, Sanmicheli, Giulio Romano, anche a seguito del Sacco del 1527, Sangallo si ritrovò protagonista assoluto dell'architettura romana, a capo di una bottega o addirittura di una "setta" come i contemporanei definirono gli artisti del suo seguito, capofila di una generazione in cui si assopirono le sperimentazioni e si impose un classicismo ormai collaudato. 

Dopo il sacco di Roma, Antonio lavorò come architetto militare anche fuori Roma, operando con genialità sul paesaggio urbano italiano. Sue sono infatti tre poderosi esempi di fortificazioni "alla moderna", ossia con fronte bastionato: la Cittadella di Ancona, con cinque bastioni, la Rocca Paolina di Perugia, la Fortezza da Basso di Firenze. Queste opere ancor oggi sono fulcri urbanistici fondamentali delle città in cui sorgono. Nelle tre fortezze Antonio elabora un'importante innovazione al fronte bastionato: contrariamente al disegno tradizionale, i fianchi del bastione non sono più perpendicolari al suolo, ma inclinati per meglio assorbire i tiri d'artiglieria.

Progetto di vasto respiro fu quello per la dimora principesca per la famiglia del pontefice regnante Paolo III: Palazzo Farnese. Di quest'opera, completata da Michelangelo nella parte superiore, è un'ammirevole ripresa di motivi imperiali romani il sistema compositivo del vasto cortile interno, ispirato al motivo delle arcate su pilastri inquadrate dall'ordine architettonico del Colosseo. I prospetti esterni a tre livelli (conclusi dal sontuoso cornicione michelangiolesco) sono elaborati con nobile austerità dalle membrature in travertino sui piani levigati delle cortine murarie alla romana (sulle quali sono riemersi di recente convenzionali geometrismi ornamentali di losanghe disegnate semplicemente da mattoni di tono differente da quello di fondo): catene di bugne con lesene sui due ordini superiori, fascioni lapidei marcapiano-marcadavanzali con lastre dei parapetti in risalto, finestre ferrate inginocchiate al pianterreno, a edicola le altre. È un'opera nello stesso tempo sobria, elegante e serena. Esiste ancora, inoltre il palazzo in via Giulia che l'architetto costruì per sé stesso, oggi noto come Palazzo Sacchetti, molto alterato, tuttavia, in epoche successive, particolarmente severo nell'immagine esteriore.

Antonio inoltre costruì il pozzo di San Patrizio a Orvieto, molto profondo ed ingegnosamente scavato nella roccia, con una doppia scala a spirale, come il Pozzo del Saladino nella cittadella de Il Cairo.

Morì a Terni mentre dirigeva i lavori di ristrutturazione del taglio del lago del Velino con la Cascata delle Marmore nel 1546.

 

 

Opere principali, riportate in ordine cronologico.

 

  • Chiesa di Santa Maria di Loreto a Roma (1507)

  • Forte Michelangelo a Civitavecchia (1508)

  • Palazzo Farnese a Roma (1512) Il palazzo fu compiuto, dopo la sua morte, da Michelangelo

  • Palazzo Spada a Terni

  • Rocca di Caprarola (1515), poi trasformata dal Vignola in palazzo Farnese

  • Palazzo Baldassini a Roma (1510-1515)

  • Forte di Civitavecchia (1515)

  • Villa Madama a Roma (dal 1518)

  • Chiesa di Santa Maria in Monserrato degli Spagnoli a Roma (dal 1518)

  • Mura bastionate a merli curvi binati di Loreto (1518-22)

  • Palazzo del Banco di Santo Spirito (circa 1520)

  • Pozzo di San Patrizio ad Orvieto (1527-1537)

  • Cittadella di Ancona (1532)

  • Fortezza da Basso a Firenze (1534)

  • Chiesa di Santo Spirito in Sassia a Roma 1538-1545

  • Forte Malatesta ad Ascoli Piceno, (1540-1543)

  • Rocca Paolina di Perugia (1540)

  • Cappella Paolina in Vaticano (1534-1540)

  • Palazzo Sacchetti a Roma (dal 1542)

Si ricorda inoltre che Antonio da Sangallo il giovane fu architetto capo della Basilica di San Pietro in Vaticano dal 1520 in poi, subentrando a Raffaello. Nell'ambito di tale incarico eseguì nel1536 un noto plastico ligneo, di proporzioni grandiose, per illustrare il suo progetto per la basilica vaticana; ancor oggi il plastico è conservato nei locali sovrastanti la basilica.

 

 

Nelle Marche

 

  •    1526 - accompagnato dal Sarimicheli, il Sangallo ispeziona le difese delle Marche (nello stesso anno realizza lavori di consolidamento alla cupola della Basilica di Loreto); forse è di questo anno la pianta di Camerino;

  • 1532 - una nota del papa Clemente VII certifica che in gennaio Antonio sta preparando le fortificazioni di Ancona (bastioni, ecc); inizia la costruzione della Cittadella anconetana (tutti questi lavori proseguiranno dopo la sua morte, fino al 1560); in questo anno Antonio rialza le mura di Fano, assai diroccate e inizia lo studio per una "moderna" fortificazione di Ascoli;

  • 1534 - i documenti provano che in quest'anno Antonio è presente sul cantiere per la strutturazione della Cittadella di Ancona;

  • 1530 - una lettera del 28 maggio del papa Paolo III prova l'impegno del Sangallo per lavori ad Ancona e a Loreto;

  • 1537 - il Sangallo si occupa delle fortificazioni di Ascoli (è aiuto Pierfrancesco da Viterbo), i cui lavori saranno portati avanti fino al 1586;

  • 1538 - il 13 febbraio, essendo stato richiamato a Roma per gli urgenti lavori della cinta urbana e vaticana, il Sangallo è costretto a rinunciare alla carica di Ingegnere Capo per i lavori fortificatori di Ancona (lo sostituisce il Tibaldi);

  • 1541 - forse a questa data risalgono i disegni sangalleschi del porto di Fabriano;

  • 1542/1544 - il Sangallo (cui è aiutante il Marini) lavora alla fortezza di Ascoli e alla Cittadella di Ancona;

  • 1552 - risulta completato in quest'anno il cosiddetto Bastione Sangallo a Fano, progettato da Antonio in precedenza, sicuramente realizzato da Luca Sangallo.   

 

 

Altre opere

 

  • Scavo della cava Paolina in località Marmore sul fiume Velino. Opera di ingegneria idraulica iniziata nel 1545 e completata nel 1547 dopo la morte di Sangallo

  • Palazzo Farnese comunemente chiamata Rocca ad Ischia di Castro in provincia di Viterbo

  • Palazzo Farnese a Gradoli in provincia di Viterbo

  • Chiesa di Santa Maria Portae Paradisi (Roma)

  • Chiesa di Santo Egidio (Cellere - VT)

  • Castello di Montalera (1534) (Panicale - PG). Fortezza di Braccio Baglioni costruita su richiesta del Papa Paolo III.

  • Palazzo Crispo Marsciano (Orvieto - TR)

  • Palazzo Azzolino (Fermo)

  • Palazzo Piacentini (Collevecchio - RI)

  • Palazzo Cervini (Montepulciano - SI)