Forte Umberto

 Progettista: Giuseppe Morando

 

Anno di costruzione: 1861-1863

 

Governo: Regno d’Italia.

 

Posizione nella piazzaforte di prima classe: II Linea Difensiva

 

 

Contesto storico

 

Il forte Umberto sorge sulla cima del monte Pèlago dove già esisteva una precedente lunetta in terra realizzata dl governo pontificio. Durante l’assedio del 1860, le batterie ivi piazzate si contrapposero alle truppe piemontesi che venivano da sud. I piemontesi, dopo aver conquistato la lunetta nel giro di poche ore, rivolsero le artiglierie ivi presenti verso nord, ovvero verso l’abitato riuscendo a colpire direttamente le difese della città. Forti di questa esperienza, i nuovi governanti italiani decisero di rafforzare la postazione in maniera consistente realizzandovi un’opera completamente nuova e più adatta all’importante ruolo che il sito rivestiva per tutto il sistema difensivo della Piazzaforte. La prima pietra della nuova costruzione dell’ancora chiamato forte Pèlago fu posta il 25 settembre 1861 d Sua Altezza Reale il Principe Umberto (il futuro Re Umberto I) che si trovava in visita alla città insieme al fratello Principe Amedeo per rendersi conto dei lavori di fortificazione che si andavano eseguendo I lavori procedettero velocemente tanto che nell’edizione del 10 ottobre 1863 il Corriere delle Marche (l’attuale Corriere Adriatico) riferisce che “Forte Pelago può ritenersi come ultimato. Mancano le sole opere accessorie alle quali si lavora con alacrità”. Lavorarono alla costruzione del forte circa 650 unità giornaliere, contro le 300 dei forti Scrima e Marano. Al termine dei lavori l’opera prese il nome di “Forte Umberto” in onore di colui che aveva simbolicamente dato inizio alla sua costruzione, ma, caduta la dinastia Savoia nel 1946, il nome fu cambiato in “Forte Garibaldi”.

 

 

 

Descrizione

 

L’opera ha la forma pentagonale e perfettamente simmetrica di una lunetta ed il suo intero perimetro è percorso da un sistema di gallerie di scarpa lungo circa duecento metri e formato da ben cinquantaquattro casematte. A questi locali si aggiungono poi le tre casematte poste in controscarpa di fronte al saliente, in posizione esattamente simmetrica a quest’ultimo. I fronte di gola misura 80 metri mentre i fianchi hanno una lunghezza di 30 metri l’uno. Da notare la perfetta mimetizzazione del forte, non visibile dall’esterno: la scarpata rivolta verso il fronte d’attacco è realizzata in modo a sembrare il naturale declivio del colle Pèlago. Sopra il fossato di gola, vistosamente più profondo del restante, è situata la caserma a due piani, sulla quale si apre l’ingresso accessibile dal già ponte levatoio. La caserma è costituito da un continuo susseguirsi di ambienti voltati a botte illuminati da ampie finestre poste sul lato interno del forte, mentre sul lato esterno vengono applicate le feritoie per la difesa. Tuttavia, la parte sinistra della caserma è l’unica che non si è conservata, in quanto fatta saltare dagli Alleati nel 1944.

 

 

 

Come arrivare

 

Dal centro di Ancona, seguire le indicazioni per Portonovo- Riviera del Conero. All’altezza dell’abitato di Pietralacroce, è presente un piccolo cartello marrone per il forte e per l’osservatorio astronomico Senigalliesi. Indirizzo per navigatore: strada Vecchia di Pietralacroce 9. Coordinate GPS: 43.607465, 13.532597 Il punto citato si trova in una piccola strada che conduce all’osservatorio astronomico che apparirà sulla destra. Qualche metro più avanti, sulla sinistra, dietro una parete di vegetazione, comparirà la caserma del forte.

Bus 91, 92, 93 e 94 (solo estiva).

 

 

Ponte già levatoio e ingresso al forte

Vista aerea del saliente. Sullo sfondo, Ancona

La parte sinistra della caserma fatta saltare dagli alleati nel 1944

 Cosa è possibile visitare 

 

il forte è di proprietà pubblica ma adibito ad abitazione privato e il concessionario non consente usualmente visite. Non è possibile accedere ad alcun ambiente interno. Tuttavia, nella stradina che si stacca dall principale strada Vecchia di Pietralcroce, si apre sulla destra una piccola scaletta verso l’alto che conduce ad una antenna. Il sentiero prosegue un po’ coperto dalla vegetazione e sbocca proprio sul bordo della controscarpa del forte, da cui ammirare l’imponente saliente. E’ possibile vedere la caserma ed il ponte levatoio dall’esterno continuando a percorrere la stradina fino ad oltrepassare l’osservatorio astronomico; il forte sarà sulla destra.